Comunicato stampa mostra del LAP “Giansone”

Il Liceo Artistico Aldo Passoni inaugura venerdì 18 dicembre 2015 nella sede di via della Rocca 7 la mostra “Mario Giansone: artista, insegnante, teorico”, dedicatagli nel centenario della sua nascitaL’iniziativa è resa possibile grazie al prezioso intervento dell’Associazione Archivio Storico Mario Giansone, nata per promuovere la conoscenza dell’opera e la sua catalogazione nonché per la difesa della sua opera e della sua memoria.
Le opere resteranno esposte fino a venerdì 15 gennaio 2016

Orario visita: 

18, 21, 22 dicembre dalle ore 15 alle ore 17.30

23, 28, 29, 30 dicembre – 4, 5 gennaio dalle ore 10 alle ore 12
7, 8, 11, 12, 13 ,14, 15 gennaio dalle ore 15 alle ore 17.30
Chiusure: 24 e 31 dicembre; 2 gennaio
Ideazione: prof. Marco Basso
Realizzazione: proff. Mario Maffucci, Monica Pontet, Dipartimento Storia dell’Arte,
Associazione Archivio Storico Mario Giansone
Allestimento: proff. Dario Colombo, Mario Carrozza
Realizzazione video: prof. Tomaso Brucato, Adriano Cardinale
Progetto grafico: proff. Monica Veronese, Rossana Vicino

Le immagini sono scaricabili all’indirizzo http://www.giansone.com/opere.html
LICEO ARTISTICO STATALE ALDO PASSONI
Sede Centrale: via della Rocca 7 – 10123 Torino
Tel. 011 8177377 – Fax 011 8127290
Informazioni: prof. Marco Basso   347/9631279

Mario Giansone 1915-2015

artista, insegnante, teorico

 La mostra

La mostra che il Liceo Artistico Passoni dedica nel centenario della nascita a uno dei suoi docenti più prestigiosi e carismatici, Mario Giansone, è la prima di tre significative esperienze che desiderano far conoscere e ricordare alla Città e agli attuali allievi del Passoni, il Maestro.

In collaborazione con il Comune di Torino e con l’Associazione Archivio Storico Mario Giansone che, oltre a mettere a disposizione l’enorme patrimonio di opere in suo possesso, ha seguito il percorso in ogni sua fase, oltre a questa esposizione seguiranno, tra febbraio e marzo, l’apertura e la possibilità di visitare lo studio magazzino di Giansone in via Messina, e, in aprile, in concomitanza con il Torino Jazz Festival, l’esauriente retrospettiva a lui dedicata presso Palazzo Saluzzo Paesana.

 L’artista

Mario Giansone nasce a Torino il 26 gennaio 1915.

Nel 1935 si diploma presso il Liceo Artistico di Torino. Negli anni seguenti è per breve tempo assistente di Luigi Cibrario, docente di Anatomia all’Accademia Libera di Belle Arti di Torino e lavora presso lo studio di Michele Guerrisi, seguendo al contempo le sue lezioni di Storia dell’Arte all’Accademia Albertina.

Dal 1946 al 1948 insegna Anatomia all’Accademia Libera di Belle Arti di Torino.

Fin dai primi anni della propria attività manifesta una notevole originalità di espressione, rappresentando una voce significativa in un momento importante per il linguaggio della scultura.

Nel corso degli anni Cinquanta espone alle Quadriennali di Torino e Roma con un successo sempre crescente testimoniato dalla commessa della Santa Cecilia per l’Auditorium RAI di Torino e dalla sua presenza in alcune prestigiose collezioni private. La stessa Civica Galleria d’Arte Moderna di Torino acquista due sue sculture.

Gli anni Sessanta costituiscono la fase più felicemente ed intensamente creativa di Giansone. Alla pubblicazione della monografia sull’artista, con testo di Giuseppe Marchiori – uno dei maggiori critici del periodo – segue, nel 1965, la grande personale alla Galleria “La Bussola” di Torino.

Dal 1956 al 1985 insegna presso l’Istituto Statale d’Arte di Torino, dapprima Plastica (ornato e figura modellata) e poi, dal 1962, Disegno dal vero ed Educazione visiva, ricoprendo anche la carica di Vicepreside dell’Istituto fino al 1975.

Nel 1980 vince un concorso nazionale per la realizzazione di un’opera monumentale che lo impegna per i due anni successivi.

Muore a Torino l’8 gennaio 1997.

Le opere

PIETRE, MARMI, LEGNI, BRONZI e ancora QUADRI, DISEGNI, INCISIONI, ARAZZI.

Questi i materiali e la tecniche con cui Mario Giansone affronta i temi che caratterizzano tutta la sua produzione artistica, determinando l’unicità e l’eccezionalità della sua opera e della sua persona.

Il suo percorso naturale segue però la via della scultura su pietre dure, legni , marmi, forme in bronzo, in un processo antico di dialogo con la materia, che conduce dall’informale al formale, attraverso una serie di decisioni irreversibili, delle quali, in molte sue opere e nei disegni preparatori, ha lasciato ampia testimonianza.

I temi che Giansone sente appartenergli in modo profondo, e che indaga nella sua attività artistica, sono chiaramente individuabili.

La brutalità della guerra, magistralmente resa nella scene di battaglia, così come nella rappresentazione di carri armati, fucilazioni e deportazioni.

L’ammirazione per le innovazioni tecnologiche che hanno caratterizzato il Novecento, evidente tanto nelle raffigurazioni di una pista per auto da corsa, di un sorpasso o di un aeroporto di notte, quanto nei suoi elicotteri ed aerei, nelle navi, strade, cantieri.

La donna, intesa come espressione di delicato intimismo e di affetti, celebrata nel bacio, nelle grandi madri, nelle figure femminili, negli amanti.

Il jazz, espressione di un formidabile dinamismo che si esplica nel suono come nel ballo.

I gatti, colti con naturalezza e sintesi nei loro atteggiamenti peculiari.

Un intimismo, quello di Giansone, che non di rado cede il passo ad un percorso verso la spiritualità e la trascendenza, dando origine a straordinarie opere-riflessioni sulla fecondazione, l’ombra, la sala anatomica.

Nel complesso, il suo è un lavoro che mai prescinde dalla ricerca di una metodologia scultorea, una ricerca che si concretizza nello sviluppo del principio, genetico delle forme (le teste umane, il cane, la faraona, la pietra dell’amore, lo starnazzo delle galline, il gatto), nell’approccio sistematico alla “forma del vuoto”(i concerti per pianoforte ed orchestra, la portaerei, la fonderia), nello studio del modulo come principio compositivo (disegni e incisioni) e, non ultimo, nella “Teoria delle tangenti”, dall’artista concepita e adottata come proprio metodo didattico.

Sculture in pietra: diorite, serpentino, pietra simona, pietra di fiume, granito nero e rosso, quarzite, porfido, pietra di Luserna, onice, marmo.

Sculture in legno: legni duri ( scene di guerra, concerti e danzatrici, aerei, cariatidi), da cui trae spesso xilografie.

 Sculture in bronzo: eseguite tra gli anni Quaranta e Sessanta, sul tema del jazz, montate su basi in pietra.

 Sculture varie: tra gli anni Cinquanta e Settanta, in filo di ferro, acciaio, rame, zinco, con parti in pietra.

 Quadri: eseguiti negli ultimi anni di attività, a china o tempera su legno, cartone pressato e masonite. I soggetti più ricorrenti sono le figure femminili.

 Incisioni: anni Sessanta, su matrice di zinco o rame, e xilografie di legni duri.

 Disegni: anni Cinquanta e Sessanta, a tempera o china. I temi si attengono allo sviluppo della “teoria modulare”, al jazz, alla guerra.

 Arazzi: in lana, ad “alto liccio”, con variazioni di effetto a seconda dell’illuminazione.

 “Opera Omnia”: ultimo gruppo di sculture con soggetto umano al patibolo, circondato da blocchi in pietre diverse, a significare la creazione, dal caos alla presa di coscienza dell’uomo).

 

 

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