“Il contagio del male” (P. Levi) Classe 4^ H – in preparazione al viaggio ad Auschwitz a cura della Prof. Bicego

“Il contagio del male” (P. Levi)

Dopo aver letto l’articolo pubblicato su La Stampa del 21 gennaio (si allega foto) in cui Primo Levi rifletteva su come il meccanismo del lager contagiasse anche le persone più miti, sviluppasse l’egoismo e cancellasse i tratti umani, abbiamo cercato le testimonianze di Rudolf Höss a proposito del Sonderkommando, eccole:

“Era della massima importanza che tutta l’operazione dell’arrivo avvenisse in tutta calma, che non ci fossero grida, eccitazione. Se qualcuno non voleva spogliarsi, altri che già l’avevano fatto, oppure quelli del Sonderkommando, dovevano intervenire per aiutarli. […] I prigionieri del Sonderkommando badavano anche a che l’operazione procedesse con grande rapidità, affinché le vittime non avessero troppo tempo per meditare su quanto sarebbe avvenuto.

In generale, lo zelo con cui costoro provvedevano a far spogliare i deportati e a condurli dentro era assai singolare. Non ho mai saputo né visto che dicessero una mezza parola ai deportarti sulla morte che li attendeva. Al contrario, facevano di tutto per ingannarli, e soprattutto per calmare i sospettosi. Anche se non credevano ai militi delle SS, costoro dovevano pur credere con piena fiducia ai loro compagni di razza (infatti i Sonderkommando, appunto per infondere fiducia e tranquillità, erano composti sempre di ebrei provenienti dalle stesse regioni in cui erano in corso volta per volta le deportazioni). Si facevano raccontare della vita nel campo e, per lo più, si informavano delle condizioni di conoscenti o di familiari giunti con trasporti precedenti. Ed erano interessanti la capacità di mentire da parte degli uomini del Sonderkommando e la loro forza di persuasione, i gesti con cui sottolineavano le proprie parole. Molte donne nascondevano i bambini lattanti nei mucchi di abiti. Ma gli uomini del Sonderkommando vigilavano, e a forza di parole riuscivano a persuaderle a riprendersi i bambini. Esse credevano che la disinfestazione potesse essere nociva ai piccoli, e per questo li nascondevano. I bambini piccoli per lo più piangevano durante la svestizione, impressionati da tanti novità, ma quando le madri, oppure quelli del Sonderkommando, gli parlavano dolcemente, si calmavano e si avviavano tranquilli nelle camere a gas.”

È questo solo uno stralcio dal diario di Rudolf Höss, ma le parti scritte in grassetto ci danno idea di cosa Levi volesse dire: se non vi è più rispetto neppure per i lattanti, veramente il male ha contagiato tutti!

(Classe 4^ H – in preparazione al viaggio ad Auschwitz)

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